gruppi esperienziali

PERCHE' IN GRUPPO?

Dal 2007 organizzo e conduco gruppi esperienziali che hanno come obiettivo il benessere psicologico:

– Laboratori per la Gestione dello Stress e dell’Ansia – dal 2008
Tecniche di respirazione e di rilassamento – dal 2010
Training Motivazionale per lo sviluppo del proprio potenziale dal 2014
– Gruppi di sostegno ai familiari di Anziani Fragili – dal 2017
Mindfulness – dal 2018

A questi si aggiunge la collaborazione con l’Associazione Passaggio per il Cuore nello sviluppo delle tecniche del metodo Emerge® e nella conduzione dei gruppi esperienziali – a terra e in acqua calda.

Condurre gruppi esperienziali è sicuramente per me una passione. A prescindere dalla mia competenza e predisposizione, vorrei sottolineare alcuni vantaggi e possibilità che il lavoro di gruppo offre, rispetto ad altri tipi di intervento:

7 VANTAGGI DEL LAVORO DI GRUPPO

Chiamo molti dei miei corsi laboratori, proprio perché penso al gruppo come ad un luogo dove si fanno esperimenti: una sorta di laboratorio appunto, dove mentre si acquisiscono modi nuovi di vedersi, di relazionarsi agli altri e di agire, si possono fare dei tentativi per mettere in pratica.

Nel laboratorio è possibile sbagliare, perché è un ambiente protetto dove non c’è giudizio o competizione. E’ possibile sperimentare su di sé, prima di attuare il cambiamento vero e proprio, quando ci si cimenta col mondo reale.

Sebbene ogni partecipante si approccia ai gruppi esperienziali portando i suoi bisogni e obiettivi personali, in gruppo si crea un senso di coesione e unione particolare, data dal fatto di avere un obiettivo comune: risolvere un problema, migliorare se stessi, acquisire nuove competenze, etc.

Questa unione dà a ciascuno la spinta per impegnarsi e migliorare. Ogni membro diventa importante e indispensabile. Il senso di appartenenza permette ai membri di sentirsi meno soli davanti ai problemi, di dare e ricevere sostegno.

Nel lavoro di gruppo c’è un continuo scambio produttivo tra i partecipanti:

    • Scambio emotivo: si esprimono le difficoltà, le frustrazioni, le paure. Si trova conforto e comprensione; si ha a disposizione uno spazio per elaborare l’emotività negativa.
    • Scambio di esperienze: l’apporto di ogni singolo membro, il racconto delle sue esperienze, i suggerimenti sui suoi personali modi di affrontare le situazioni, arricchisce e dà varietà al lavoro di gruppo. Si possono così trovare soluzioni alternative ai propri problemi, ci si passano informazioni e abilità, si acquisiscono nuove competenze.
  • Si ricevono feed-back sui propri atteggiamenti da parte degli altri membri del gruppo.

La condivisione di vissuti ed esperienze all’interno dei gruppi esperienziali è agevolata da un atteggiamento che non giudica, né valuta il comportamento e l’opinione degli altri. Sollecito questa condotta all’inizio di ogni percorso e continuo a stimolarla in ogni occasione.

Gli scambi e le relazioni che vengono stimolati nei gruppi esperienziali, aiutano a capire meglio se stessi interagendo con gli altri.

Risonanza: il vissuto, il comportamento e le parole di un membro del gruppo possono attivare il vissuto di altri membri. Una sorta di vibrazione che si propaga nel gruppo e va a toccare chi è sulla stessa lunghezza d’onda. Non a caso prendo in prestito termini della fisica, perché tutto accade ad un livello “non verbale”, intangibile, emotivo/sensoriale. In questo modo ogni partecipante può far luce su aspetti di sé nascosti o poco consapevoli.

Nel Rispecchiamento, come “stando davanti ad uno specchio”, si vede il proprio comportamento riflesso in quello di un altro partecipante. Questo aiuta a osservarsi in maniera distaccata, più obiettiva e reale, facilitando la comprensione di sé.

Il gruppo garantisce contenimento (holding): accoglie e protegge, rispondendo al bisogno di sicurezza di ognuno. La protezione si concretizza sia nel contenere ansie, angosce, reazioni impulsive e/o aggressive, ma anche nell’esercitare empatia, così che tutti i partecipanti vanno incontro ai bisogni del gruppo e dei suoi singoli membri.

La funzione di contenimento del gruppo permette la giusta quantità di spinta e pressione, per far emergere conflitti e alterazioni profonde, ed entrare poi meglio nel processo di cambiamento e risoluzione.

Il gruppo è una totalità dinamica, un insieme di persone che funziona come un tutto e perciò non è la semplice somma dei suoi partecipanti.

Così lo considerava lo psicologo americano Lewin

Un’entità unica, un organismo autonomo, con una sua precisa identità e un suo processo di evoluzione.

Questo il gruppo secondo il Neo-Funzionalismo di Rispoli

Il mio modo di concepire il lavoro di gruppo e il relativo intervento, che viene dal Neo-Funzionalismo, mira a sfruttare la continuità, l’integrazione, la sintonia, l’atmosfera. Tutte caratteristiche del gruppo visto come un organismo vivente.

Questa visione mi fa vedere il gruppo che conduco come un alleato, che arriva dove io non riesco ad arrivare. Il gruppo stesso, nella sua totalità agisce sui singoli individui come il terapeuta non potrebbe fare.

Il terapeuta usa il gruppo come elemento di pressione sul singolo. La mia azione è raddoppiata: ogni partecipante può beneficiare del mio intervento e di quello del gruppo.

Sto cercando di spiegare qualcosa che andrebbe sperimentato su si sé per essere veramente compreso. Quindi non mi aspetto che tutto ciò che scrivo venga capito, il mio auspicio è quello di suscitare interesse rispetto al lavoro di gruppo.

La potenza del lavoro di gruppo e la peculiarità delle dinamiche che si attivano, richiedono la presenza di un conduttore esperto. Un professionista in grado di orientare il processo verso il cambiamento, il miglioramento, il benessere o la terapia.

Per fare questo è necessaria una specifica preparazione:

    1. conoscenza del funzionamento dei gruppi – tipologie di gruppi, le sue regole, le sue dinamiche, etc.;
  1. competenza nella conduzione – conoscenza teorica e pratica delle tecniche, che non può essere appresa sul campo e una lunga esperienza.

Il mio approccio psicologico guarda alla persona considerando gli aspetti biologici, psicologici e sociali, nell’integrazione tra mente e corpo. Nel lavoro con i gruppi, a prescindere dai temi proposti nei singoli corsi, mi servo di tecniche e propongo esperienze, che intervengono su:

  • livello psico-corporeo: tecniche e sequenze che lavorano sul riequilibrio della respirazione, sull’ascolto delle sensazioni corporee, sul piano posturale, etc;
  • espressione delle emozioni e loro gestione;
  • utilizzo del gioco e di un clima ludico per facilitare l’interazione tra i partecipanti e l’apprendimento.

Inoltre, in ogni singolo corso o laboratorio si lavora sui temi specifici con le modalità e le tecniche descritte in ogni singolo percorso. (link a corsi)

Dopo aver elencato i vantaggi e le possibilità offerte dal lavoro di gruppo, non posso che affermare…

Nei miei corsi e gruppi esperienziali, sia il vissuto percepito dal singolo, sia l’opportunità di una crescita trasformativa sono amplificati.