Energetic Breathing

 

L’ Energetic Breathing® è una tecnica di rilassamento che utilizza la respirazione diaframmatica profonda per ritrovare il proprio “essere originale e autentico”.

I principali effetti e benefici sono 2:

– ripristino della respirazione diaframmatica, profonda e spontanea, che restituisce alla persona un senso di benessere generale, perchè permette di re-integrare la sua consapevolezza corporea, con il livello emotivo e quello mentale.

– esplorazione e scioglimento dei propri blocchi emozionali che (inconsapevolmente) limitano e ostacolano la nostra vita, non permettendoci di esprimere appieno il nostro vero Sé, facendoci comportare in modo automatico e reattivo.

La sessione ha una durata che può variare da un’ora a un’ora e mezza.

L’operatore di Energetic Breathing accompagna e sostiene il cliente in questo percorso che ha lo scopo di condurre alla presa di coscienza delle proprie emozioni represse e alla loro espressione.

Ma perchè andare a contattare i propri blocchi emozionali ed esprimerli?

Perchè le emozioni non espresse creano uno squilibrio a livello fisico e psicologico.

Il processo di liberazione emozionale che si attua in una sessione di Energetic Breathing è già stato studiato ed eplorato dagli approcci psicoterapeutici a mediazione corporea: i pazienti che hanno la tendenza a controllare i vissuti bloccano il respiro; permettendo loro l’apertura della respirazione, si manifestano emozioni seguite da ricordi di situazioni dell’infanzia nelle quali l’espressione del sentimento era stata impedita.

Questo fenomeno è stato ulteriormente avvalorato

– dagli studi psico-fisiolgici sull’ associazione tra blocchi emozionali e blocchi posturali/muscolari; – dalle osservazioni sullo sviluppo psico-emotivo del bambino (degli studiosi di “Infant Research” e “Psicologia del Sé).

Il processo che porta all’instaurarsi dei blocchi emozionali è il seguente: quando siamo bambini (nei primissimi anni di vita) viviamo la mancata soddisfazione di un nostro bisogno come deprivazione, dispiacere o dolore. Questo vissuto emotivo ha due funzioni:

1) farci reagire alla situazione, perchè l’attivazione emotiva ci carica (per es. il bambino che si arrabbia, riesce a mobilitare una maggiore quantità di forza fisica e motivazione);

2) comunicare il nostro dispiacere gli altri, in particolare ai nostri genitrori (per es. il bambino che piange esprime il suo disagio affinchè qualcuno si prenda cura di lui).

Il bambino usa le emozioni per esprimersi, sopravvivere, imparare.

E’ attraverso il vissuto emotivo che dà IMPORTANZA, un COLORE, alle sua esperienza.

Le nostre emozioni si esprimono con movimenti, gesti, mimica facciale, sguardo, voce, ossia attraverso i muscoli (non a caso il sistema muscolare è anche chiamato anche “sistema di relazione”).

Quando un’emozione è troppo dolorosa per un bambino, insostenibile, oppure i suoi genitori o altri adulti non gli permettono di esprimerla, egli dovrà

REPRIMERE L’EMOZIONE

Tale repressione avviene proprio a livello muscolare: inibendo i muscoli coinvolti nell’espressione di tale emozione ne svanisce il ricordo.

Più l’esperienza è remota a livelo di età, più sarà profonda la repressione, perchè la capacità di gestire e elaborare le emozioni (a livello di pensiero, valutazione cognitiva e comportamento) si acquisisce gradualmente con lo sviluppo della capacità simbolica.

Nello strato muscolare si creano in questo modo dei buchi percettivi che corrispondono a emozioni incapsulate, sedate. Qualche autore le chiama cisti emozionali“, altri “vecchie tracce“. Il risultato è che una parte del corpo si sopisce per nascondere l’eperienza negativa che la ha generata (ciò può accadere a vari livelli: si può rimuovere totalmente l’esperienza negativa, non ricordandola proprio, oppure il ricordo di un’esperienza negativa è mantenuto, ma è rimossa la componente emotiva, quella dolorosa, e quindi rimane un ricordo ovattato, grigio, vago.

In sintesi la sequenza è la seguente

Bisogno non soddisfatto / Malessere, dispiacere /Reazione Emotiva (dolore non tollerabile o disconferma da parte degli adulti) / Blocco emozionale (blocco muscolare)

Tutti noi abbiamo una memoria corporea, una complessa e articolata memoria periferica, che ha una sua vita spesso indipendente e isolata dalla memoria centrale. Essa è costituita dalle tracce di eventi del passato nei quali è mancata da bambini la soddisfazione dei nostri bisogni fondamentali e ciò ha ostacolato il pieno sviluppo del Sé.

Maggiore è lo scollamento tra memoria periferica (corporea) e memoria centrale, maggiori saranno le conseguenze per la nosta salute a livello fisico (disregolazione fisiologica) e a livello psicologico (reagiamo alle situazioni in modo automatio e reattivo senza renderci conto che siamo mossi da una ferita di cui non abbiamo più consapevolezza e memoria).

Cosa c’entra tutto ciò col Respiro?

Una respirazione alterata, con un diaframma contratto, spesso si instaura per soffocare sensazioni e emozioni sgradevoli:

E’ sufficiente fare caso a quante volte trattenete il Respiro per es. quando avete paura, nel panico, per non sentire un dolore fisico, etc.

Questa è la maniera più efficace per annulare una sensazione sgradevole, ma ha delle conseguenze negative (a lungo termine): la tensione muscolare, determinata dai nostri blocchi, impedisce il normale fluire del respiro che diventa superficiale, l’afflusso di ossigeno è ridotto, l’energia prodotta nel metabolismo è scarsa, ci sentiamo scarichi, deboli, confusi.

La respirazione diaframmatica profonda, al contrario, restituisce vitalità all’organismo.

Attraverso l’Energetic Breathing, è possibile invertire il processo: nel respiro consapevole si rimettono in moto il diaframma e tutti gli altri muscoli del corpo che ostacolano la giusta espanzione di torace, pancia e spalle.

E’ però necessario un professionista che conosca la tecnica di rilassamento, in grado di accompagnare e sostenere il cliente nell’espressione delle Emozioni Represse e nella successiva integrazione.