Stress… da non sottovalutare

Lo stress è un fenomeno che coinvolge tutti.
Succede spesso che una persona che senta un disagio, un malessere al quale non sa dare una spiegazione, dica: “sono stressato”. Questa riflessione, in genere realistica, lo fa arrendere, rassegnare.

Rimanendo a questo livello di analisi si incorre nel sottovalutare il problema dicendo: “va bene, è solo un po’ di stress“, come se questa condizione sia inevitabile e sia il prezzo da pagare per vivere in una società iper-attiva e iper-veloce.

Però dire “sono stressato” in questi termini, è un po’ dire tutto e il suo contrario. In realtà esistono vari livelli, varie sfumature e in ognuna di queste si può intervenire in modo rigoroso e individualizzato.

Essere soggetti a stress è sicuramente normale e anche necessario per affrontare le sfide che la vita ci offre.

Senza stimoli si vivrebbe una vita piatta e noiosa.

Il maggiore studioso di stress della storia, Hans Selye, ad un certo punto della sua vita di ricercatore, volle specificare la distinzione tra eustress e distress, ossia lo “stress positivo”  e lo “stress negativo”.

Il primo rafforza le capacità di gestire le situazioni e ci consente di conservare la salute. Ognuno di noi è spesso in grado di reagire agli eventi con scelte positive (buona alimentazione, riposo, ricerca di stimoli piacevoli e di obiettivi stimolanti e realistici), svolgendo attività che “fanno stare bene”.

Nel distress, invece, si reagisce agli eventi in modo non adeguato alla situazione.
Se questa condizione perdura nel tempo lo stress diventa “cronico“.

In genere quando si parla di stress, ci si riferisce al distress, perché si tende (come spesso è giusto che sia) a sottolineare di un fenomeno l’aspetto patologico. Anch’io in genere oriento il punto di vista verso la patologia e specifico la differenza solo quando parlo dello stress in termini positivi (eustress).

Se si ritiene di essere “stressati”, sottovalutare il problema (perché tanto tutti ne sono affetti), non è la soluzione più efficace.
Innanzitutto, perché ognuno risponde allo stress in modo diverso. Lo stesso evento o sollecitazione può avere effetti molto diversi da una persona all’altra: paradossalmente uno stimolo che è positivo e stimolante per me, potrebbe essere sgradevole e stressante per qualcun altro.
Secondariamente, dare poco interesse al problema può far diventare uno stato in qualche modo normale e controllabile, qualcosa di ben più grave se non si affronta col giusto metodo..

Le persone che non riescono a fronteggiare lo stress in modo adeguato, possono ritrovarsi in un circolo vizioso che può esitare nello “stress cronico“. A quel punto il nostro organismo subisce un sovraccarico. Eventi, stimoli, situazioni della vita di tutti i giorni, possono diventare problemi insormontabili.

A lungo andare le sollecitazioni sul nostro organismo possono provocare alterazioni più profonde a livello metabolico, immunitario, endocrino.

 Non sottovalutare lo stress e i suoi effetti sulla nostra salute è il primo passo.

Il successivo è intervenire. Rivolgersi a chi ha le competenze professionali per inquadrare il problema e fare una valutazione individualizzata.

Info su Massimo Vidmar

Psicologo e Psicoterapeuta. Esperto nella Gestione dello Stress e dell'Ansia, in Tecniche di Rilassamento e Mindfulness, conduce Training Motivazionali per lo Sviluppo dell' Assertività e del proprio Potenziale. Si occupa inoltre di Psicosomatica, Demenze Senili, Psicologia dello Sport.
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